• P O T T E R H E A D S , B E W A R E •

Se mi seguite su Instagram, molto probabilmente saprete che sono freschissima di visione di Voldemort: Origins of the Heir. Ma non solo: grazie ai potenti mezzi
Se al solo leggerne il nome avete automaticamente pensato a proiettori, cineprese, pellicole e tutto quanto attiene al mondo del cinema in generale, BINGO. Sarà una rubrica a cadenza casuale in cui si parlerà di film tratti da libri, di quanto fedelmente questi ultimi siano stati trasposti e delle eventuali modifiche per adattare le storie ad un mezzo completamente diverso da quello della carta stampata.
Mi sembrava la rubrica più giusta nella quale far rientrare il post di oggi, nonostante Voldemort: Origins of the Heir non sia esattamente una trasposizione a partire da un testo realmente esistente su Voi-Sapete-Chi... Ma andiamo con ordine.
Prima di partire col vero e proprio post, avrei qualche piccola premessa da fare.

• Book-free Day •
I 5 tormenti natalizi che stuzzicano il Grinch in me
By TBS • The Book Seeker - 18.12.17

Questo lunedì non c'è nessun A Clash Of Covers (non ce ne saranno fino a gennaio, in realtà, quando si ripartirà a pieno regime), ma non volevo lasciare il blog all'asciutto in questi giorni di frenesia prefestiva in cui si perde la cognizione di chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e soprattutto quanti acquisti ci rimangono e a quali parenti dobbiamo ancora telefonare.
![]() |
| Funko POP! Santa Grinch su amazon.it |
Chiariamoci da subito: il Natale è una delle feste che preferisco, inizio a sentirne l'atmosfera fin dagli inizi del mese e mi ci tuffo a capofitto riempiendomi gli occhi di luci e colori, anche perché a casa mia è tradizione che l'albero e tutti gli addobbi annessi si trovino al loro posto in tempo per il mio compleanno, il due dicembre. Adoro i suoni, i sapori, gli odori (cannella mon amour), e sguazzo fra pacchi, pacchetti, ghirlande e nasi rossi di Rudolph come Sheldon Cooper fra le pallette colorate.
Ma.
MA.
I Led Zeppelin saranno sicuramente d'accordo con me se dico che all that glitters isn't gold.
Perché per quanto io possa riempirmi il cuore di bontà e fare ciò che non ho fatto mai e spandere gioia intorno a me con pensieri e pensierini, CI 👏 SARÀ 👏 SEMPRE 👏 quella dannatissima top 5 di obbrobri tutti natalizi che titillano il Grinch dormiens che è in me.
Ma no, ma no, non aspettatevi le solite manfrine su canditi, Babbi Natale attaccati alle ringhiere, Michael Bublé, cinepanettoni da chef/sul Nilo/in India/su Alpha Centauri.
NO.
Qui siamo pazzi sì, ma con originalità e stile.
Armiamoci di camomilla, tentiamo di calarci in uno stato di quiete mentale zen e partiamo.
Bonjour, cari lettori!
Oggi niente libri ma un post su qualcosa di cui non ero minimamente a conoscenza: il Blogger Recognition Award!
Un po' come un link party (a proposito: qui ce n'è uno che vi aspetta!), il Blogger Recognition Award è un'idea per aiutarci ad allargare la cerchia di blog che conosciamo e seguiamo, e per "ricompensare" l'impegno e il tempo che ognuno di noi investe nel proprio blog.
Oggi niente libri ma un post su qualcosa di cui non ero minimamente a conoscenza: il Blogger Recognition Award!
Un po' come un link party (a proposito: qui ce n'è uno che vi aspetta!), il Blogger Recognition Award è un'idea per aiutarci ad allargare la cerchia di blog che conosciamo e seguiamo, e per "ricompensare" l'impegno e il tempo che ognuno di noi investe nel proprio blog.
Salve, buonasera, buon inizio settimana e ben ritrovati, lettori miei adorati!
Dopo una breve latitanza dovuta a cause di forza maggiore, per la quale cercherò disperatamente di farmi perdonare nelle prossime settimane, mi sto rimboccando le maniche e sto provvedendo a spazzare via un bel po' di polvere che si era accumulata sul blog e sui vari social network... è luglio, è estate, spalanchiamo finestre e balconi e facciamo cambiare aria! 🌞
Proprio a proposito del cambiare aria, oggi il blog "resuscita" con un Book-free Day (ottimo trucchetto per riprendere a scrivere nel modo meno traumatico possibile) interamente dedicato ad una nuova ossessione che mi ha praticamente costretta a tuffarmi in questo mondo... quello dei bullet journal!
A dir la verità, il mondo del planning mi faceva la corte già da diverso tempo, soprattutto con quel tripudio di pagine coloratissime e zeppe di stickers che quotidianamente mi inondano la home di Instagram. Inizialmente mi allettavano DA MORIRE tutti quei planner altamente instagrammabili, appunto, e stilosi del tipo Kate Spade, Erin Condren, Mr. Wonderful... ma poi... POI... L'ILLUMINAZIONE: IL BULLET JOURNAL. 💡

Perché preferire il bullet journal a tutti gli altri millemila planner già belli e pronti che potete trovare ormai dappertutto? Ci arriviamo subito, ma prima spendo un paio di paroline sul taccuino che ho scelto per il bujo. Al principio ero propensa per una classica Moleskine, nera, e quando mi sono convinta di voler iniziare un bullet journal stavo quasi per acquistarne una ma poi, spulciando qua e là, ho trovato i pareri di diverse persone che dicevano di preferire nettamente le Leuchtturm1917 per svariati motivi: indice preimpostato, 249 pagine numerate (numerarsele tutte da soli sarebbe una paaaaalla...!), doppio segnalibro...
Approfittando di un'offertazza su Amazon, allora, mi sono decisa proprio per una Leuchtturm, sempre nera, anche se mi sarebbe piaciuta DA MORIRE l'edizione speciale color rame, realizzata per il centenario dell'azienda.
A questo punto, anche se la sto usando da pochissimo tempo, posso dirvi che tutto ciò che avevo letto nei vari blog su questi taccuini è assolutamente vero. Oltre alle caratteristiche che vi ho già elencato, la Leuchtturm media è leggermente più larga della Moleskine media, e vi assicuro che quei centimetri in più fanno tutta la differenza del mondo! A meno che non si calchi con forza e non si ripassi ripetutamente, le pagine reggono benissimo l'inchiostro di penne e pennarelli che ho usato finora; quelle in fondo, poi, sono staccabili, ottima soluzione nel caso in cui vi servano come aggiunte o per dei collage, come ho fatto io per la legenda e per la pagina "d'apertura" 2017.
Ah, quasi dimenticavo! Anche nelle Leuchtturm trovate la tasca in fondo al taccuino, utilissima per riporre stickers, ritagli, biglietti vari...
Che siate per le Leuchtturm o per le Moleskine, ad ogni modo, vi consiglio caldamente di scegliere un taccuino con le pagine puntinate: sono comode quanto quelle a quadretti, quando c'è bisogno di disegnare griglie, tabelle o riquadri, ma non sono altrettanto invasive nel caso in cui abbiate bisogno di una pagina "bianca", cioè da dedicare a disegni o a semplici scarabocchi.
E ora veniamo alla "ciccia" del post, cioè i cinque motivi per cui ho scelto di iniziare un bullet journal!
Dopo una breve latitanza dovuta a cause di forza maggiore, per la quale cercherò disperatamente di farmi perdonare nelle prossime settimane, mi sto rimboccando le maniche e sto provvedendo a spazzare via un bel po' di polvere che si era accumulata sul blog e sui vari social network... è luglio, è estate, spalanchiamo finestre e balconi e facciamo cambiare aria! 🌞

A dir la verità, il mondo del planning mi faceva la corte già da diverso tempo, soprattutto con quel tripudio di pagine coloratissime e zeppe di stickers che quotidianamente mi inondano la home di Instagram. Inizialmente mi allettavano DA MORIRE tutti quei planner altamente instagrammabili, appunto, e stilosi del tipo Kate Spade, Erin Condren, Mr. Wonderful... ma poi... POI... L'ILLUMINAZIONE: IL BULLET JOURNAL. 💡

Perché preferire il bullet journal a tutti gli altri millemila planner già belli e pronti che potete trovare ormai dappertutto? Ci arriviamo subito, ma prima spendo un paio di paroline sul taccuino che ho scelto per il bujo. Al principio ero propensa per una classica Moleskine, nera, e quando mi sono convinta di voler iniziare un bullet journal stavo quasi per acquistarne una ma poi, spulciando qua e là, ho trovato i pareri di diverse persone che dicevano di preferire nettamente le Leuchtturm1917 per svariati motivi: indice preimpostato, 249 pagine numerate (numerarsele tutte da soli sarebbe una paaaaalla...!), doppio segnalibro...
Approfittando di un'offertazza su Amazon, allora, mi sono decisa proprio per una Leuchtturm, sempre nera, anche se mi sarebbe piaciuta DA MORIRE l'edizione speciale color rame, realizzata per il centenario dell'azienda.
A questo punto, anche se la sto usando da pochissimo tempo, posso dirvi che tutto ciò che avevo letto nei vari blog su questi taccuini è assolutamente vero. Oltre alle caratteristiche che vi ho già elencato, la Leuchtturm media è leggermente più larga della Moleskine media, e vi assicuro che quei centimetri in più fanno tutta la differenza del mondo! A meno che non si calchi con forza e non si ripassi ripetutamente, le pagine reggono benissimo l'inchiostro di penne e pennarelli che ho usato finora; quelle in fondo, poi, sono staccabili, ottima soluzione nel caso in cui vi servano come aggiunte o per dei collage, come ho fatto io per la legenda e per la pagina "d'apertura" 2017.
Ah, quasi dimenticavo! Anche nelle Leuchtturm trovate la tasca in fondo al taccuino, utilissima per riporre stickers, ritagli, biglietti vari...
Che siate per le Leuchtturm o per le Moleskine, ad ogni modo, vi consiglio caldamente di scegliere un taccuino con le pagine puntinate: sono comode quanto quelle a quadretti, quando c'è bisogno di disegnare griglie, tabelle o riquadri, ma non sono altrettanto invasive nel caso in cui abbiate bisogno di una pagina "bianca", cioè da dedicare a disegni o a semplici scarabocchi.
E ora veniamo alla "ciccia" del post, cioè i cinque motivi per cui ho scelto di iniziare un bullet journal!
Buongiorno, lettori!
Purtroppo stamattina mi sono ritrovata a dover scrivere questo post necessario perché poco fa, smanettando nella sezione "Elenco lettura" di Blogger, ho fatto una pessima, pessima scoperta... o comunque mi è venuto un terribile sospetto.
A marzo mi sono finalmente decisa a riprendere in mano il blog, come avevo anche spiegato in questo post, dopo essermi data da fare per cambiare tutto: grafica, nome e... ahimé, indirizzo. Credo che questa mia [sarcasm] geniale [/sarcasm] idea abbia avuto delle conseguenze mica da niente: in parole povere, credo che chi mi seguisse fino a quel momento fra i lettori fissi, dal cambio di indirizzo non visualizzi più gli aggiornamenti relativi ai post che pubblico. Il che vuol dire che chi mi seguiva probabilmente non legge i miei post perché... non sa che sono tornata sul blog. 😢
Sarebbe impossibile avvisarvi uno per uno ma, ad ogni modo, se doveste passare di qui, vi chiedo di cliccare sul pulsante Non seguire più e poi di cliccare nuovamente su Segui. In questo modo dovreste essere in grado di visualizzare nuovamente gli aggiornamenti del blog fra tutti gli altri. Potreste anche passare parola ma, insomma, solo se vi va o se ne avete il tempo! Nel dubbio, lasciatemi comunque un commento per farmi capire chi riesce ancora a seguirmi e chi no.
Giuro che non metto più mani da nessuna parte. Giuro. Maledetta me. 😓
Purtroppo stamattina mi sono ritrovata a dover scrivere questo post necessario perché poco fa, smanettando nella sezione "Elenco lettura" di Blogger, ho fatto una pessima, pessima scoperta... o comunque mi è venuto un terribile sospetto.
A marzo mi sono finalmente decisa a riprendere in mano il blog, come avevo anche spiegato in questo post, dopo essermi data da fare per cambiare tutto: grafica, nome e... ahimé, indirizzo. Credo che questa mia [sarcasm] geniale [/sarcasm] idea abbia avuto delle conseguenze mica da niente: in parole povere, credo che chi mi seguisse fino a quel momento fra i lettori fissi, dal cambio di indirizzo non visualizzi più gli aggiornamenti relativi ai post che pubblico. Il che vuol dire che chi mi seguiva probabilmente non legge i miei post perché... non sa che sono tornata sul blog. 😢
Sarebbe impossibile avvisarvi uno per uno ma, ad ogni modo, se doveste passare di qui, vi chiedo di cliccare sul pulsante Non seguire più e poi di cliccare nuovamente su Segui. In questo modo dovreste essere in grado di visualizzare nuovamente gli aggiornamenti del blog fra tutti gli altri. Potreste anche passare parola ma, insomma, solo se vi va o se ne avete il tempo! Nel dubbio, lasciatemi comunque un commento per farmi capire chi riesce ancora a seguirmi e chi no.
Giuro che non metto più mani da nessuna parte. Giuro. Maledetta me. 😓
e legge sempre, che virtù! 🎵
Come anticipato (ma chiaramente in ritardo), rieccomi con un nuovo post per presentarvi una novità che di quando in quando farà capolino qui sul blog: si tratta del Book-free Day!

Sperando che l'ideuzza vi piaccia e vi diverta, passo ad introdurre l'argomento di questo primo Book-free Day precisando che, essendo questa una sorta di inaugurazione della nuova rubrica, la presenza dei libri si farà ancora un po' sentire... Sto parlando, infatti, di Beauty and the Beast, al cinema dal 16 marzo, remake in live action del classico Disney del 1991, tratto dalla famosa ed antica fiaba europea La bella e la bestia.
Stesso blog, stessa Thes.
Nome diverso, link diverso, grafica diversa... e nuova voglia di leggere e parlare di libri con chiunque si ritrovi a passare di qui!
Per tanto, troppo tempo ho accantonato in un angolino, fermi lì ad impolverarsi, blog e canale. Inutile girarci attorno: mancava la voglia. Per tutta una serie di piccoli, insignificanti contrattempi, circostanze, ostacolucoli (si può dire...? Si può dire, dai.), per mesi non non sono proprio riuscita ad occuparmene come avrei voluto, e come le mie povere creature avrebbero meritato. Avrei potuto forzarmi, avrei potuto impegnarmici di meno, ma avrei ottenuto soltanto un risultato mediocre che non è accettabile per qualcosa che si dovrebbe fare per passione. Per di più, per esperienza vi assicuro che, quando mi ritrovo a fare qualcosa controvoglia, in me sento crescere l'odio dopo pochiminuti SECONDI. Quindi ho preferito lasciar riposare tutto, sapendo che in me si sarebbe risvegliata prepotente la voglia di riprendere tutto in mano.
Ed infatti son qui! Again! Mi ripropongo come l'impepata di cozze! Non riuscirete a liberarvi di me, signori, non ci sperate! Nient'affatto, giammai e tutta una serie di espressioni da romanzo ottocentesco da aggiungere a piacere.
Era comunque già da un po' di tempo che nella mia testolina si stava formando un'idea per un cambio d'identità e, come potete vedere, il cambiamento più evidente è proprio nel passaggio dal vecchio nome Librocubicularist - parecchio arzigogolato, lo riconosco - ad un nuovo e più fresco The Book Seeker. In teoria avrei anche in mente il nuovo logo, nei minimi dettagli, solo che finché non trovo il modo di realizzarlo al meglio (o un'anima buona che lo realizzi per me), mi sono portata avanti con il lavoro di rinnovamento, mettendo a punto questa nuova veste che dovrebbe essere temporanea. Insomma, quando avrò sotto mano il nuovo logo ve ne accorgerete perché... beh, lo vedrete qui! 😁
Smanettando con i vari codici, però, mi sono resa conto che su questa piattaforma ultimamente sono sorti alcuni problemi derivanti dal passaggio da HTTP a HTTPS e quindi, finché non trovo il modo di sistemare alcuni errori che vengono fuori soprattutto con le immagini all'interno dei post, questi - soprattutto quelli vecchi - potrebbero risultare un po' caotici, o addirittura potreste non visualizzare alcune immagini, appunto. Ma mi impegnerò persclerare sistemare tutto, e contemporaneamente per aggiornare il blog con tante nuove recensioni! Il canale YouTube dovrà aspettare ancora per un po' ma, dopotutto, si sa che Rome wasn't built in a day.
A prestissimo!
Nome diverso, link diverso, grafica diversa... e nuova voglia di leggere e parlare di libri con chiunque si ritrovi a passare di qui!
Per tanto, troppo tempo ho accantonato in un angolino, fermi lì ad impolverarsi, blog e canale. Inutile girarci attorno: mancava la voglia. Per tutta una serie di piccoli, insignificanti contrattempi, circostanze, ostacolucoli (si può dire...? Si può dire, dai.), per mesi non non sono proprio riuscita ad occuparmene come avrei voluto, e come le mie povere creature avrebbero meritato. Avrei potuto forzarmi, avrei potuto impegnarmici di meno, ma avrei ottenuto soltanto un risultato mediocre che non è accettabile per qualcosa che si dovrebbe fare per passione. Per di più, per esperienza vi assicuro che, quando mi ritrovo a fare qualcosa controvoglia, in me sento crescere l'odio dopo pochi
Ed infatti son qui! Again! Mi ripropongo come l'impepata di cozze! Non riuscirete a liberarvi di me, signori, non ci sperate! Nient'affatto, giammai e tutta una serie di espressioni da romanzo ottocentesco da aggiungere a piacere.
Era comunque già da un po' di tempo che nella mia testolina si stava formando un'idea per un cambio d'identità e, come potete vedere, il cambiamento più evidente è proprio nel passaggio dal vecchio nome Librocubicularist - parecchio arzigogolato, lo riconosco - ad un nuovo e più fresco The Book Seeker. In teoria avrei anche in mente il nuovo logo, nei minimi dettagli, solo che finché non trovo il modo di realizzarlo al meglio (o un'anima buona che lo realizzi per me), mi sono portata avanti con il lavoro di rinnovamento, mettendo a punto questa nuova veste che dovrebbe essere temporanea. Insomma, quando avrò sotto mano il nuovo logo ve ne accorgerete perché... beh, lo vedrete qui! 😁
Smanettando con i vari codici, però, mi sono resa conto che su questa piattaforma ultimamente sono sorti alcuni problemi derivanti dal passaggio da HTTP a HTTPS e quindi, finché non trovo il modo di sistemare alcuni errori che vengono fuori soprattutto con le immagini all'interno dei post, questi - soprattutto quelli vecchi - potrebbero risultare un po' caotici, o addirittura potreste non visualizzare alcune immagini, appunto. Ma mi impegnerò per
A prestissimo!






