
Eggià.
Perché io, credendomi tanto furbastra, ti ho sottovalutato e pensavo davvero di averti sgamato, indovinando già a pagina 152 dove saresti andato a parare con il tuo La psichiatra.
Già pregustavo il momento in cui avrei scritto, in questa recensione, che un thriller in cui si scopre il colpevole con così tanto anticipo ha fallito.
Scema che non sono altro.
Perché, puntuale - e giuro che il colpo l'ho accusato tutto - è arrivato il mega plot twist che, se non avessi letto questo romanzo un po' troppo distrattamente, avrei anche potuto prevedere. Santoddìo, BASTAVA OSSERVARE LA COPERTINA.
Ma procediamo con calma ed iniziamo a parlare de La psichiatra come se stessimo camminando sulle uova, dato che il rischio di spoiler è abbastanza elevato.
Protagonista di questo thriller psicologico ambientato nella Germania meridionale è Ellen Roth, giovane donna che lavora come psichiatra (...non ve l'aspettavate, eh?) alla Waldklinik, struttura specializzata in, appunto, psichiatria.
Per Ellen è un periodo particolarmente duro: si sente stanca, sotto pressione e, come se non bastasse, Chris, suo collega e compagno, è appena partito per una vacanza di un paio di settimane in un'isola deserta dell'Australia, un posto perfetto per chi vuole allontanarsi dal civilizzatissimo mondo occidentale e disintossicarsi dalla tecnologia.
