Recensione
Ogni tanto, nel mondo dei libri, si verifica un fenomeno magico e meraviglioso. Succede che qualche autore dalla sensibilità particolare riesca a dare forma ad una storia senza tempo, talmente semplice ma profonda da essere in grado di incantare i più piccoli e di far aprire gli occhi ai più grandi su alcuni aspetti della vita che non riescono a cogliere o ad apprezzare più.E allora succede che, in questo caso, prendono vita due Olga.
Una di cognome fa Papel, ha undici anni ed è talmente brava a raccontare storie che l'intero paesino in cui vive, Balicò, si ferma ad ascoltare.
A Balicò si ascolta la storia dell'altra Olga, quella fatta di carta. E' nata proprio così, ed è talmente scontenta dei suoi capelli di carta, dei suoi piedi di carta, del suo vestito di carta, che un giorno afferra la sua borsa di carta, saluta la sua mamma e parte alla ricerca della maga Ausolia, l'unica in grado di esaudire il suo desiderio di essere una bambina normale, una bambina come tutti gli altri... nonostante lei stessa non abbia ben chiaro in cosa esattamente consista essere "come tutti gli altri".



