
Man mano che procedeva la lettura di Dillo tu a mammà di Pierpaolo Mandetta (Rizzoli), questa frase mi riecheggiava continuamente in testa, perché tutto il romanzo si basa sulle aspettative e le delusioni tipiche dei primi anni della nostra vita, fino all'adolescenza. Com'è ovvio, questi anni ci segnano, ci danno le basi con cui poter affrontare le difficoltà future, ritorniamo continuamente alle nostre prime esperienze e non ce ne liberiamo mai. In un momento storico in cui i rapporti umani sembrano più incasinati che mai, poi, è inevitabile ritrovarsi a desiderare ardentemente un ritorno all'infanzia, l'unica certezza a cui possiamo appigliarci, perché la vita da adulti è qualcosa di davvero arduo e siamo troppo poco preparati ad affrontarla.

