Recensione 🖋 Bambole giapponesi - Rumer Godden

Le storie per bambini, quelle fatte per essere lette la sera e che poi fanno sprofondare in un sonno ricco di sogni, di solito sono brevi, semplici, dalla trama lineare eppure dal significato talmente profondo da diventare parte di noi, accompagnandoci durante la crescita.

A questa categoria di piccole storie magiche appartiene Bambole giapponesi, il racconto che Rumer Godden, scrittrice vissuta per molti anni in India, pubblicò nel 1961.

Bambole giapponesi di Rumer Godden

È proprio in India che Nona Fell, la protagonista di questa storia, trascorre i primi anni della sua vita, prima di essere affidata ai suoi zii. Costretta ad abbandonare l'unica realtà che conosce ed in cui si sente al sicuro, si trasferisce nella fredda ed estranea Inghilterra, entrando a far parte di questa nuova famiglia e facendo la conoscenza dei suoi tre cugini: Anne, la più grande e la più saggia, Tom, che spronerà Nona ad uscire dal suo guscio, e la piccola e tremenda Belinda, che con l'arrivo di Nona si sentirà messa da parte e non perderà occasione per bersagliarla di dispetti.

Con una fortissima nostalgia di casa, intimorita da tutte quelle novità, Nona è bloccata e non riesce a trovare né la voglia né il coraggio di buttarsi e di ripartire. Come sempre, la svolta arriva tramite un elemento estraneo, cioè due bambole giapponesi, appunto, di nome Fiore e Felicità, regalo di una vecchia zia lontana, che riescono a scuotere Nona ma anche a scatenare ancor di più una già invidiosa Belinda.
"Una Festa delle Stelle?"
"Sì," disse Nona. Tutti la stavano guardando e lei arrossì e iniziò a balbettare, anche se ormai ricordava più chiaramente. "Q-qualcosa che c'entra con le stelle, due stelle. Penso che siano gli spiriti di due persone che si amavano molto, molto tempo fa, un migliaio di anni fa, e che furono separati. Ora abitano dentro due stelle ai due estremi della Via L-lattea, e una notte l'anno possono incrociarsi e stare insieme."
"Ai due estremi della Via Lattea?" chiese Anne. "Che cosa carina."
"Sì," disse di nuovo Nona, e adesso i suoi occhi brillavano, così anche lei sembrava quasi carina. "E quella notte sulla Terra i bambini - anche gli adulti, ma soprattutto i bambini - scrivono i loro desideri su foglietti di carta colorata e li appendono fuori, legati alle canne di bambù, in tutto il Giappone," aggiunse, con gli occhi scintillanti.
Anche queste due bambole desiderano tantissimo una casa tutta per loro ed un po' di tranquillità, dopo essere appartenute a chi non ha saputo trattarle con amore. Grazie alla sua sensibilità, Nona in qualche modo riesce a capirlo, ed inizia così, grazie al prezioso aiuto del cugino Tom, la costruzione di questa casa per bambole, eseguita con tutti i crismi e nel rispetto delle tradizioni giapponesi, che andrà di pari passo con una rinascita della protagonista, sempre più aperta e meno timorosa di avventurarsi nel mondo.

Rassicurante come tutti i racconti per bambini, delicato come la seta con cui Nona realizza i cuscini per la casa di Fiore e Felicità, questo breve racconto celebra la forza dei desideri, capaci di ridare speranza a chi si sente solo, diverso, inadeguato. Ma, attenzione, per far sì che un desiderio si tramuti in realtà c'è bisogno di impegno, di duro lavoro e di forza di volontà, un vero e proprio percorso che ha come traguardo il superamento delle proprie paure.
Voto
Bambole giapponesi di Rumer Godden
Rumer Godden
Bambole giapponesi

Bompiani
29 marzo 2017
rilegato • 112 pagine
€ 12.00 • amazon.it
Fiore e Felicità sono due bamboline giapponesi che dopo uno scomodo viaggio dentro una scatola finiscono tra le mani di Nona. Anche lei dopo uno scomodo viaggio è finita dall'India all'Inghilterra, e non è per niente contenta. Le mancano i colori e i profumi di quando era piccola; in Inghilterra fa sempre freddo; gli zii sono tanto gentili con lei, ma i cugini sono strani e un po' pungenti, soprattutto Belinda. Fiore e Felicità vorrebbero tanto che una bambina gentile e intelligente si prendesse cura di loro; e conversando in sussurri, come fanno le bambole giapponesi, si confidano la speranza che Nona sia la bambina giusta. È proprio così, e lo scopriranno a poco a poco, quando Nona deciderà di dar loro quello che meritano: una casa di bambole giapponese da costruire e arredare, complice il cugino Tom e via via anche il resto della nuova famiglia. Perché avere una casa è importante per tutti, bambini e bambole; e quando non c'è, o non c'è più, bisogna essere capaci di inventarsela.
L'autrice
Rumer Godden nacque in Sussex nel 1907, ma passò un'infanzia libera e felice e gran parte della sua vita in India, dove aprì una scuola di danza per bambini inglesi e indiani in cui lavorò per vent'anni con la sorella. Da adulta tornò a vivere in Inghilterra e diventò una scrittrice amata e famosa. Scrisse opere teatrali, poesie e romanzi per adulti e per ragazzi. Bompiani ha pubblicato Narciso nero, Il fiume e La bambina selvaggia. Morì nel 1998.

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