
Un viaggio nemmeno troppo lontano, niente di troppo pesante. Immaginate che, poco dopo esservi sistemati al vostro posto, vi addormentiate senza porvi troppi problemi, sapendo di avere comunque qualche oretta di volo davanti a voi.
Ora immaginate che, senza sapere come né perché (avete preso l'aereo sbagliato? Era previsto uno scalo e non vi siete svegliati?), siate finiti da tutt'altra parte, in un posto in cui si parla una lingua che voi non conoscete affatto. Diciamo... in Corea, va', giusto per rimanere sul pezzo con le Olimpiadi di Pyeongchang.
Come minimo, sarebbe un bel problema riuscire a farsi capire, soprattutto se doveste avere la sfortuna di incontrare solo persone che non conoscono nemmeno una parola d'inglese.
Se già al pensiero di una situazione simile siete stati colti non dico da un attacco di panico ma almeno da un pizzichino d'ansia, sappiate che non vi state avvicinando nemmeno lontanamente a ciò che accade a Budai, il protagonista di Epepe di Ferenc Karinthy.
