• Recensione •
Residenza Arcadia di Daniel Cuello

Credo non mi sia mai capitato di scrivere una recensione in così poco tempo. Per chi non mi segue su Instagram (MONELLI! [Semicit.]) e quindi non ha visto le mie stories: Residenza Arcadia mi è arrivato solo ieri pomeriggio, e l'ho divorato in un sol boccone ieri sera. E stamattina, facendo colazione, con le capacità intellettive che posso avere due minuti dopo essermi alzata dal letto, già pensavo in automatico a ciò che avrei potuto scrivere, e quindi... eccomi qui! 😅

Residenza Arcadia di Daniel Cuello

Il condominio di Residenza Arcadia (questi sono i condominii belli e interessanti, non come certi altri! 😠) offre un notevole campionario di terribili vecchietti dall'aria immancabilmente arcigna, ognuno un concentrato all'ennesima potenza dei peggiori difetti umani. Mirta, Emilio, Dirce, Dimitri hanno sì un lato umano, nostalgico e romantico ma, per un motivo o per un altro, col tempo questo è stato brutalmente nascosto o soffocato. I nostri condomini sono quindi arrivati alla vecchiaia nel modo peggiore: dimenticatevi degli adorabili nonnini, perché qui ci sono vecchiardi meschini, irosi, egoisti, menefreghisti, rancorosi, pettegoli e attaccabrighe, che sfogano comicamente tutte le loro frustrazioni sul povero amministratore di condominio, supplente del più autorevole e rispettato Attilio, assente per un breve periodo. E poi c'è l'inquietante Ester, che dietro a quell'apparenza da nonnina premurosa sembra celare una creatura mostruosa proveniente da un'altra dimensione (perdonatemi, in questo periodo sto riguardando Buffy The Vampire Slayer e ho il cervello settato su quel mondo).
La sua vita, fino ad allora semplice e ordinaria, divenne una continua e incessante attesa.
Attesa di una telefonata.
Di una notizia.
Di un qualunque cenno da parte di chiunque.
I giorni diventarono mesi...
...i mesi anni...
Non possiamo nemmeno lontanamente immaginare il dolore provato da quella donna...
...quanto il susseguirsi di assordanti anni di silenzio abbiano inaridito il suo cuore.
La grottesca quotidianità già piena di tensione, di sguardi in cagnesco e di dispettucci per motivi futili viene stravolta dall'arrivo di nuovi inquilini in un appartamento rimasto vuoto. Per una volta, tutti riescono ad essere d'accordo: i nuovi arrivati, ritenuti individui poco raccomandabili, non possono restare lì. Sono diversi.
Ed è proprio qui che tutti i battibecchi, forse usati come valvola di sfogo per illudersi che all'esterno di Residenza Arcadia vada tutto bene, risaltano per la loro assurdità. Mentre la tensione cresce lentamente ma inesorabilmente, si realizza che questi personaggi vivono in una sorta di distopia, un luogo in cui vige la dittatura di un misterioso "partito" che punisce duramente, mediante retate di spaventosi militari senza volto, chi osa non adeguarsi alle sue linee guida o vi si oppone apertamente. Ciò che inizia come un'ironica sbirciata nelle vite di questi insopportabili anziani, pian piano si rivela una storia molto più profonda e terribile, e che proprio per questo lascia ancor più spiazzati, come se la temperatura circostante si abbassasse sempre di più man mano che ci si avvicina alla fine.

Seguo ormai da tempo Daniel Cuello sulla sua pagina Facebook (e su Twitter e su Instagram), quindi conoscevo già i suoi tempi comici, la sua capacità di creare irresistibili vignette - o intere tavole - pregne di significato e ironia anche quando prive di qualunque testo, la sua abilità, con pochi tratti quasi scarabocchiati, di regalare espressioni inequivocabili a sé stesso ed ai suoi personaggi, la scelta di colori che danno un'aria sempre un po' vintage ai suoi lavori. Nonostante abbia avuto più volte modo di apprezzare il suo stile, e avessi quindi una vaga idea di ciò che mi avrebbe riservato questa lettura, Residenza Arcadia è riuscita comunque a stupirmi, positivamente. Consigliato!
Voto
Residenza Arcadia di Daniel Cuello
Daniel Cuello
Residenza Arcadia

BAO Publishing
11 maggio 2017
cartonato • 167 pagine
€ 20.00 • amazon.it
Un condominio, nella periferia di una grande città. Liti e battibecchi tra condomini, in un'escalation di lentezza geologica tra incomprensioni ataviche e antipatie immotivate. Sullo sfondo, una dittatura militare. Daniel Cuello costruisce il libro perfetto, dosando con sapienza da consumato narratore i divertenti siparietti tra i suoi leggendari vecchietti e una macro trama intrisa di amori taciuti, profonde lealtà, dolori indicibili e grida strozzate in gola. Un libro allo stesso tempo leggero e pesante come un macigno, con un baricentro emotivo spostato tutto in avanti che verso il finale vi farà sentire un tonfo nel torace: il vostro cuore, pesantissimo, romperà gli ormeggi e diventerà il nodo alla bocca dello stomaco.
L'autore
Daniel Cuello è argentino di nascita, italiano di adozione ma soprattutto fumettista perché ha sempre voluto così. Nel suo sangue ci sono più o meno sette nazionalità diverse. Autodidatta, da anni pubblica vignette, racconti brevi e illustrazioni sul web, mentre di nascosto scrive e disegna storie lunghe mai pubblicate. Tranne questa. E le prossime.

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