Recensione 🖋 Magic - V. E. Schwab

Magic V. E. Schwab
Cos'accade quando ti ritrovi a leggere un libro osannato in ogni dove, che ti ha fatto gola per parecchio tempo ma che, non appena ci metti le zampe su, scopri non essere poi tutto 'sto granché?
Succede che ti delude anche di più (più sale l'aspettativa, più forte è il tonfo) e ti ritrovi a scrivere questa recensione con l'entusiasmo di un bradipo depresso.
(E ti rimane pure appesa per EONI.)

Prima che mi sbraniate, intendiamoci: l'idea di base è molto, molto, MOLTO intrigante.
Come avrete già letto in ogni dove, la Schwab ha immaginato queste quattro Londra (Grigia, Rossa, Bianca e Nera), appartenenti a quattro diverse dimensioni, diciamo così, adiacenti e comunicanti.
Magic V. E. Schwab
Magic V.E. Schwab
Newton Compton • 12 ottobre 2017
rilegato • 416 pagine • € 10.00 • amazon.it
C'è stato un tempo in cui ci si poteva spostare abbastanza liberamente da una Londra all'altra grazie alla magia ma, dato che la Londra Nera aveva iniziato a farne un uso incontrollato, arrivando addirittura ad esserne consumata, la Londra Rossa, quella in cui si riesce a ricorrere alla magia in maniera equilibrata, decise di chiudere queste porte per proteggersi, portando automaticamente le altre due Londra a fare altrettanto.

Gli unici dotati del potere necessario per creare nuove porte ed attraversarle sono gli Antari, individui speciali dall'origine misteriosa, nelle cui vene scorre magia pura, più potente di quella elementare messa in pratica dalla gente comune, immediatamente riconoscibili per via di uno dei due occhi completamente nero.

Protagonista della vicenda, che ve lo dico a fare, è Kell Maresh, uno dei soli due Antari in vita, senza ricordi della sua infanzia,"accolto" nella famiglia reale della Londra Rossa e che per loro svolge missioni diplomatiche nelle altre tre Londra. Più che un figlio, si sente uno strumento al loro servizio.
«Ci sono le altre Londra in mezzo», spiegò. Sul tavolo vicino al letto c'era poggiato un piccolo libro. Fece scorrere il pollice sulle pagine. «I mondi sono come fogli di carta», disse, «impilati uno sull'altro». È così che li aveva sempre immaginati. «Devi muoverti seguendo un ordine». Prese alcune pagine fra le dita. «Londra Grigia», disse, lasciandone cadere una sulla pila. «Londra Rossa». Lasciò andare la seconda. «Londra Bianca». La terza svolazzò prima di poggiare sulle altre. «E Nera». Lasciò il resto delle pagine richiudersi sul libro.
Come un Arthur Weasley qualunque, Kell è particolarmente affascinato dai manufatti dei babbani di Londra Grigia (quella che noi conosciamo, in cui la magia ed il suo ricordo sono quasi del tutto scomparsi): spesso riesce, illecitamente, a portarne qualcuno con sé al ritorno a Londra Rossa per aggiungerlo alla sua collezione, ma proprio questa sua passione per i "ricordini" dalle altre dimensioni verrà sfruttata dai due villain della saga, gemelli e a capo di Londra Bianca (ed è proprio qui che la vicenda diventa un po' più movimentata ed appassionante).

Con l'inganno, si ritrova infatti a possedere un frammento di Londra Nera, intriso della magia più oscura ed invasiva, di cui bisognerà disfarsi il prima possibile per evitare che il suo nero potere si propaghi ed infetti le altre tre dimensioni come un virus.
In questa sua impresa si ritroverà ad essere accompagnato, suo malgrado, da Lila Bard: ladruncola cresciuta per le strade di Londra Grigia, infrange un bel po' di stereotipi con il suo look (preferisce gli abiti da uomo alle sete ed ai gioielli) ed il suo sogno di diventare un pirata ed esplorare così il mondo. Seguendo Kell, si ritroverà ad esplorare i mondi.

Sia Lila che Kell sono due personaggi niente male. Kell, in particolare, è mooolto affascinante, con il suo occhio nero, il suo atteggiamento da anima tormentata e, soprattutto, il suo fighissimo cappotto dagli innumerevoli versi.


Come ho già detto, l'idea di base è molto intrigante, il problema sta tutto nella realizzazione.
I punti dolenti di questo primo capitolo sono infatti, almeno per me, parecchi, e a questo punto non sono tanto sicura di voler continuare con questa saga della Schwab. L'ho trovato da subito poco coinvolgente, se si esclude la parte in cui finalmente la vicenda diventa un tantino più movimentata, e cioè quando Kell si ritrova da un momento all'altro in una situazione di enorme pericolo entrando in possesso del frammento della misteriosa Londra Nera.
Nonostante sia il perno attorno a cui ruota tutta la storia, 'sta magia, presentata come una sorta di entità senziente cui bisogna chiedere di agire, non è ben chiaro a cosa caspita serva, praticamente. Ci sono un paio di spiegoni di Kell nel tentativo di rendere chiaro a Lila (e quindi a noi lettori) come funzionino le cose nelle altre dimensioni ma, malgrado ciò, alla fine della lettura rimangono tanti punti interrogativi e tanti meccanismi poco chiari.
Delusione anche per gli antagonisti, i due gemelli cattivoni che vorrebbero allungare le zampe su tutti e quattro i regni. Capisco che vengano dall'incolore Londra Bianca, ma non avrebbero dovuto essere altrettanto evanescenti e così poco carismatici.
Voto
L'autrice
V. E. Schwab è un’autrice di romanzi per ragazzi e YA. Molto amata da critica e pubblico, sta attualmente collaborando con la Sony Pictures alla stesura della sceneggiatura per il film tratto dal suo romanzo Magic.

3 commenti:

  1. Non aveva convinto neanche me, e l'avevo trovato lentissimo.

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    1. Madonna, TROPPO! Mi ha tenuta bloccata per un sacco di tempo perché proprio non riuscivo a farmi andare giù quel poco che leggevo ogni volta. .__.

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  2. Finora avevo letto recensioni abbastanza positive, che peccato!

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