12.5.17

• Quote of the Week #14 •

Buongiorno, cercatori di libri!
Come ogni venerdì... Quote of the Week!
Ogni venerdì, per chiudere in bellezza una settimana di impegni e stress e prepararsi al weekend con un po' di sano filosofeggiamento, posterò una o più citazioni particolarmente interessanti e profonde - ma anche no - tratte dalle mie letture dei giorni precedenti!
Controindicazioni: Attenzione. Maneggiare con cautela. Il rischio di passare venerdì e sabato sera ad interrogarsi su chi siamo, perché siamo, dove andiamo e da dove veniamo è concreto. Si consiglia, dopo la somministrazione, l'ascolto di canzoni MOLTO pop o la visione di film o programmi TV moderatamente trash, per controbilanciare l'elevato grado di intellettualitudine di questi post. Si prega di non considerare la sottoscritta responsabile di eventuali conseguenti sbornie tristi.

Per questo venerdì ho scelto Momenti di trascurabile infelicità di Francesco Piccolo, libro brevissimo letto un bel po' di tempo fa che non mi ha fatta impazzire per niente, a parte qualche brano qua e là come, appunto, quello che vi propongo oggi. Ogni volta che sono in treno o in un mezzo pubblico provo le stesse identiche sensazioni, non so se a voi è mai capitato. Spero vi piaccia! 😊
Ritorno da Milano. Sono le nove di sera, un po' dopo anzi, perché il treno è in ritardo. Ha rallentato molto prima di arrivare in stazione, e questo mi piace sempre. Aspetto che di giorno o di notte il treno attraversi lentamente un centro abitato e si riesca così a guardare dentro le case della gente, e vedere un gesto, una serie di cene, un frammento di azione, un televisore acceso, una persona che si veste, che corre verso il telefono. Che piange, che ride - se sono fortunato. Posso vedere città intere che vivono come vivo io, ma senza di me, senza sapere della mia esistenza, senza avere il minimo sospetto che ora i miei occhi stanno guardando, valutando, ricostruendo le vite che scorrono. Scoprire che il mondo va avanti e posso non essere contemplato. Ma solo scorrere, in un treno. Che è la consapevolezza perfetta a cui giunge il viaggiatore, il momento in cui comincia per davvero a viaggiare.
Francesco Piccolo
Momenti di trascurabile infelicità

Einaudi • 17 marzo 2015
brossura • 140 pagine
€ 13.00 • amazon.it
Dopo Momenti di trascurabile felicità, Francesco Piccolo torna a raccontare l'allegria degli istanti di cui è fatta la vita, ma questa volta prova a prenderli dalla parte sbagliata. Setacciando le giornate fino a scoprire come ogni contrattempo, anche il più seccante, nasconda qualcosa di impagabile: una scintilla folgorante di divertimento e di vitalità. Che si tratti di condividere l'ombrello con qualcuno, strappandoselo di mano per gentilezza fino a ritrovarsi entrambi bagnati fradici. O di ammettere che non ci ricordiamo più niente di quello che abbiamo imparato a scuola, che le recite dei bambini sono una noia mortale, e che non amiamo i nostri figli nello stesso modo, semplicemente perché sono diversi. Per non parlare dell'obbligo morale di farsi la doccia appena si arriva ospiti da un amico, che se ne abbia voglia o meno - in fondo soltanto per rassicurare l'altro sul fatto che ci si lava. Oppure delle persone troppo cortesi che ti tengono aperto il portone, costringendoti ad affrettare il passo. Ciascuno sperimenta ogni giorno mille forme trascurabili (e non irrilevanti) di infelicità. Ma sorge il dubbio che sia "come i bastoncini dello shangai: se tirassi via la cosa che meno mi piace della persona che amo, se ne verrebbe via anche quella che mi piace di più".

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