7.4.17

• Quote of the Week #9 •

Buongiorno e buon venerdì, cercatori di libri!
Oggi riprende una vecchia rubrica del blog, che i vecchi followers probabilmente ricorderanno: Quote of the Week!
Ogni venerdì, per chiudere in bellezza una settimana di impegni e stress e prepararsi al weekend con un po' di sano filosofeggiamento, posterò una o più citazioni particolarmente interessanti e profonde - ma anche no - tratte dalle mie letture dei giorni precedenti!
Controindicazioni: Attenzione. Maneggiare con cautela. Il rischio di passare venerdì e sabato sera ad interrogarsi su chi siamo, perché siamo, dove andiamo e da dove veniamo è concreto. Si consiglia, dopo la somministrazione, l'ascolto di canzoni MOLTO pop o la visione di film o programmi TV moderatamente trash, per controbilanciare l'elevato grado di intellettualitudine di questi post. Si prega di non considerare la sottoscritta responsabile di eventuali conseguenti sbornie tristi.

Per riprendere in bellezza ho scelto una citazione da un libro terminato da pochissimo, La chimera, e che mi ha fatto penare non poco (presto saprete tutto nella recensione), ma questa descrizione di Roma mi ha così colpita che non potevo non condividerla con voi. Fatemi sapere cosa ne pensate! 😊
Ripensò a Roma. Disse: «Roma!», e le rughe della fronte si spianarono, gli occhi si dilatarono nel ricordo e nel sogno. Rivide i ponti, il fiume, Porta Castello fuori Castel Sant'Angelo, i Banchi presso il Tevere, la Rotonda, le piazze... Rivide la luce di Roma, l'immensità di Roma, le rovine di Roma, il paesaggio di Roma e riprovò quella strana suggestione - un amore a prima vista, quasi un'attrazione fisica - che aveva provato la prima volta che era andato a Roma, lui milanese pieno di secolari pregiudizi sull'antica capitale dell'Impero, la città dove nessuno lavora e tutti tramano, trafficano, vivono alla giornata e Roma invece lo aveva avvolto nella sua luce rarefatta, nella sua storia infinita, nei suoi spazi immensi; gli aveva comunicato un piacere di esistere e di sentirsi vivo, un'eccitazione di pensare e di fare, che lui, prima d'allora, non aveva mai provato in nessun luogo; gli era entrata nel sangue e nei pensieri, gli aveva sussurrato all'orecchio: «Resta qua! Un giorno, tu sarai il vescovo di Roma!».

• Autore: Sebastiano Vassalli
• Titolo: La chimera
• Editore: Rizzoli
• Collana: Best BUR
• Data di pubblicazione: 17 novembre 2016
• Pagine: 361
• Formato: Copertina rigida
• Prezzo: € 15,00
• Dove: Amazon.it
Nel 1610 Zardino è un piccolo borgo immerso tra le nebbie e le risaie a sud del Monte Rosa. Un villaggio come tanti, e come tanti destinato a essere cancellato senza lasciare tracce. C'è però una storia clamorosa, soffocata sotto le ceneri del tempo, che Sebastiano Vassalli ha riportato alla luce: la storia di una donna intorno alla quale si intrecciano tutte le illusioni e le menzogne di un secolo terribile e sconosciuto. Antonia, una trovatella cresciuta nella Pia Casa di Novara, un giorno viene scelta da due contadini e portata a Zardino, dove cerca di vivere con la fede e la semplicità che le hanno insegnato le monache. Ma la ragazza è strana, dice la gente. Perché è scura d'occhi, pelle e capelli, come una strega, e una volta è svenuta al cospetto del vescovo Bascapè, l'uomo che doveva diventare Papa e che si è messo in testa di trasformare in santo chiunque abiti quelle terre. E poi perché Antonia è bella, troppo bella, ed è innamorata, ed è indipendente: in lei ci dev'essere per forza qualcosa di diabolico... Vassalli illumina gli angoli più oscuri di un secolo senza Dio e senza Provvidenza, ricostruendo un episodio che è stato crocevia di molti destini e che, in un turbine di menzogne e fanatismi, ci dice molto di come si è formato il carattere degli italiani.

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