21.4.17

• Quote of the Week #11 •

Buongiorno, cercatori di libri!
È venerdì, giorno dedicato al Quote of the Week... ma, almeno oggi, non solo! Stasera (o al massimo domani, dipende da quanto sfatta torno dalla palestra), infatti, pubblicherò una piccola novità che di quando in quando farà capolino qui sul blog, in futuro. Per ora non svelo altro, quindi ricordatevi di fare un salto! 😉
Ogni venerdì, per chiudere in bellezza una settimana di impegni e stress e prepararsi al weekend con un po' di sano filosofeggiamento, posterò una o più citazioni particolarmente interessanti e profonde - ma anche no - tratte dalle mie letture dei giorni precedenti!
Controindicazioni: Attenzione. Maneggiare con cautela. Il rischio di passare venerdì e sabato sera ad interrogarsi su chi siamo, perché siamo, dove andiamo e da dove veniamo è concreto. Si consiglia, dopo la somministrazione, l'ascolto di canzoni MOLTO pop o la visione di film o programmi TV moderatamente trash, per controbilanciare l'elevato grado di intellettualitudine di questi post. Si prega di non considerare la sottoscritta responsabile di eventuali conseguenti sbornie tristi.

Per il Quote of the Week di questa settimana ho scelto un brano da Il bizzarro incidente del tempo rubato di Rachel Joyce. Lo sto leggendo in questi giorni e, anche se non mi ha fatta impazzire, ci sono alcuni passi che vale la pena leggere. Sto per finirlo e prossimamente arriverà la recensione, quindi ve ne potrò parlare in modo un po' più approfondito!
Dopo quella serata, che può essere un vero appuntamento ma anche un semplice incontro tra amici, apre la porta del camper e si rende conto che hanno passato il tempo a parlare di cose senza importanza. Lei gli ha detto che preferisce la brina alla neve. La brina, secondo Eileen, evidenzia le cose e le sottolinea. «Mentre la neve appiattisce tutto quanto. E poi quando c'è la brina non sospendono gli autobus.»
D'ora in poi, Jim preferirà sempre la brina.
È una cosa senza importanza, il fatto che Eileen preferisca la brina alla neve, ma sono queste cose, si rende conto Jim, queste piccole cose che fanno le cose grandi. E poi, nella vita le cose grandi non si presentano come tali. Arrivano in momenti tranquilli, normali - una telefonata, una lettera -, arrivano quando siamo distratti, quando non ci sono indizi, senza preavviso, ecco perché ci mettono KO. E può volerci una vita, una vita composta da moltissimi anni, per accettare che un momento piccolo possa stare accanto a un momento grande, e farne parte.
• Autore: Rachel Joyce
• Titolo: Il bizzarro incidente del tempo rubato
• Editore: Sperling & Kupfer
• Collana: Pandora
• Data di pubblicazione: 1 ottobre 2013
• Pagine: 371
• Formato: rilegato
• Prezzo: € 17.90
• Dove: Amazon.it
Nel 1972 Byron Hemmings ha undici anni e una vita perfetta: vive in una grande casa elegante, ha una mamma impeccabile che fa impallidire tutte le altre, frequenta una scuola privata che è l'anticamera di una carriera dorata e il suo migliore amico, James, è il ragazzino più sveglio che conosca. Tanto sveglio da leggere il Times e da scovare la notizia del secolo: quell'anno verranno aggiunti due secondi al tempo, per allineare gli orologi al movimento naturale della Terra. Mentre James considera l'evento l'ennesima conquista del Ventesimo secolo - l'uomo è persino andato sulla Luna - per Byron quei due secondi diventano un'inquietante ossessione: come si può alterare il tempo senza provocare conseguenze irreparabili? La conferma ai suoi dubbi arriva la mattina in cui, come sempre, la mamma lo sta portando a scuola con la sua Jaguar fiammante: è in ritardo e, per fare più in fretta, rompe lo schema ordinato di ogni giorno imboccando una strada nuova. Dalla fitta nebbia sbucano case fatiscenti, alberi giganteschi e, all'improvviso, una bambina su una bicicletta rossa. Proprio mentre Byron vede le lancette del suo orologio andare indietro di due secondi. Poi tutto sembra tornare normale: la mamma non si è accorta di nulla, la scorciatoia li ha fatti arrivare puntuali e il tempo ha ricominciato a scorrere con il suo ticchettio regolare. Soltanto Byron sa che quell'attimo ha cambiato ogni cosa, che la sfera perfetta della sua esistenza si è impercettibilmente incrinata.

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